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Il metodo Tradizionale
Il metodo Tradizionale
Maturazione Pesci Invertebrati Manutenzione
La temperatura
La gestione della temperatura avviene mediante un climatizzatore.
In questo modo non c'è da preoccuparsi d'eventuali sbalzi di temperatura. Specialmente nei cambi di stagione accade che il condizionatore riscaldi con luci spente e raffreddi verso sera quando le luci sono da molte ore accese. I parametri impostabili del condizionatore permettono di simulare a grandi linee quello che avviene in natura. Nella vasca, ogni giorno, avviene uno sbalzo termico di 1,5° e questo fenomeno è salutare per gli invertebrati. Nei mesi più caldi la temperatura non supera mai i 27° mentre d'inverno s'abbassa fino a 23-24°. I pesci sopportano meno questi sbalzi di temperatura e può succedere che si ammalino di Cryptocaryon irritans. E' solo una forma passeggera: una vasca d'invertebrati è in grado di debellare la malattia. Nella vasca è consigliabile tenere anche un termometro per verificare che l'impostazione del climatizzatore sia sempre corretta. Una precauzione da adottare, per mettersi al riparo da eventuali problemi, è effettuare dei controlli biennali alle apparecchiature.
Durante questi test devono essere verificati accuratamente lo stato interno della serpentina del condizionatore e di tutte quelle parti che vengono in contatto con l'acqua, perché in caso di rotture, quest'inconveniente porterebbe alla morte di tutta la popolazione della vasca.
La maturazione
Non è facile indicare dei tempi di maturazione, in quanto ogni vasca ha una sua storia.
La vasca-esempio ha avuto da subito un aspetto gradevole e i coralli si aprivano immediatamente non appena sistemati. Dopo avere effettuato i controlli chimici dei valori più importanti, quali pH, Nitrati, Nitriti e Ammoniaca, a distanza di due mesi dal suo allestimento ho introdotto i primi coralli.
Si trattava di specie resistenti come gli Actinodiscus. Visto che i coralli non avevano problemi ho continuato ad introdurli con cadenza settimanale. In poco tempo la vasca ha preso forma e colore. Moltissimi dei primi coralli introdotti sono ancora presenti nella vasca e hanno con il tempo generato nuove colonie. Dopo l'introduzione dei coralli ho continuato a popolare la vasca con i pesci. I valori dell'acqua erano sempre nella norma.
Di seguito, ecco i valori medi della vasca:
pH
Temperatura
Densità
Nitrati
Nitriti
Ammoniaca
Fosfati
°dKH
Calcio
8.3
24 - 27°
1.023
20 - 30 mg/l
Assenti
Assente
0,05 - 0,10 mg/l
7 - 10
450 - 550 mg/l
Nonostante l'integrazione giornaliera d'acqua calcarea e Calcio, le alghe calcaree hanno fatto la loro comparsa solo dopo due anni e fisso in questo periodo il termine della maturazione della vasca. Da quel momento i coralli hanno cominciato non solo ad essere completamente espansi ma anche a riprodursi.
I pesci
Un acquario non può essere considerato completo senza pesci. In natura i pesci dividono lo spazio con gli invertebrati, quindi perché non cercare di riprodurre lo stesso habitat anche in vasca?
Il giusto equilibrio deve essere trovato compensando il maggior inquinamento dovuto alla popolazione di pesci con cambi d'acqua più frequenti. Per la capacità di questa vasca, i pesci che vi abitano, secondo molti testi, sono considerati troppi.
La mia esperienza, invece, dimostra che è possibile avere una vasca d'invertebrati stupenda anche con un buon numero di pesci. Da molti anni nuotano nell'acquario un Naso lituratus, uno Zanclus e una coppia d'Amphiprion ocellaris. Accanto ai pesci c'è anche una coppia di Lismata debelius. Lo Zanclus è stato inserito in vasca solo perché presenta una malformazione nella parte inferiore della bocca, che gli impedisce di prendere il cibo in modo normale: uno Zanclus in perfetta salute divorerebbe tutti gli invertebrati.
Attualmente trova posto in vasca anche un giovane esemplare di Pygoplites diacanthus della lunghezza di 4 cm, uno Ctenochaetus hawaiiensis ed uno Pseudochromis fridmani. Gli esemplari di Pygoplites possono essere tenuti in vasche d'invertebrati solo in giovane età: anche per loro, da adulti, la convivenza con gli invertebrati è da escludere. Una volta cresciuto, troverà posto in una delle vasche di casa.
Tutti gli Acanturidi, i Pomacentridi e alcuni Centropyge sono adatti a convivere con gli invertebrati oltre a moltissimi altri. Per una lista completa vi invito a consultare un buon libro. Mi preme rilevare che ogni esemplare deve essere valutato singolarmente, perché lo stesso pesce in vasche diverse può assumere comportamenti differenti.
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Gli invertebrati
A differenza degli anni passati, oggi possiamo introdurre in acquario una gran varietà di specie. Ciò, però, può causare notevoli problemi di convivenza. Una scelta oculata ci mette al riparo da esperienze negative, e nello stesso tempo evita la pesca sconsiderata di specie che assolutamente non possono vivere in acquario. Mi spiego: un invertebrato la cui longevità in Natura non è ancora documentata ma è comunque lunga, non può essere considerato adatto alla vita d'acquario solo per il fatto che in qualche modo riesce a sopravvivere uno o due anni. Questo tipo di invertebrato deve essere lasciato nel suo luogo d'origine.
Invece dobbiamo prendere in considerazione solo quei coralli che anche in acquario trovano condizioni adatte per crescere e riprodursi. Mi limito a citarne solo alcuni che appartengono al genere "impossibile": Goniopora stokesi e Fungia. Questi generi sono talmente delicati che perfino in acquari perfetti trovano il modo di soffrire fino alla morte.
Visto che l'alternativa non manca, introduciamo piuttosto nella nostra vasca Actinodiscus sp., Sarcophyton sp., Euphyllia sp., Plerogyra sinuosa, Trachyphyllia sp. ed altri.
Questi invertebrati, in fondo, non necessitano di attenzioni particolari. Richiedono solo qualità dell'acqua e il rispetto delle regole principali su cui si fonda oggi l'acquariofilia. La costanza, l'attenzione ed il rispetto con cui noi accudiremo il nostro acquario, saranno le basi del nostro successo. Non lasciamoci andare ad acquisti particolarmente attraenti che poi si rivelano fallimentari. Questi errori mi hanno accompagnato nei primi mesi della mia avventura, ma poi grazie ad una documentazione appropriata e facendo tesoro delle esperienze altrui, ho abbracciato la filosofia descritta sopra e non l'ho più abbandonata.
Di seguito citerò non tanto tutti gli invertebrati che si sono succeduti in questa vasca, ma coloro che la abitano da almeno quattro anni: Pachyclavularia violacea(varie colorazioni), Turbinaria pelpata, Parazoanthus gracilis, Nemenzophyllia sp., Physogyra lichtensteini, Euphyllia paradivisa, Litophyton sp.(varietà verde), Blastomussa merleti, Sarcophyton sp., Zoanthus sp. (varietà verde e rosso-bruno), Acropora nasuta, Tridacna maxima, Tridacna squamosa, Cynarina lacymalis, Lobophytum crassum, Trachyphyllia, Caulastrea furcata, Actinodiscus sp., Turbo sp., Lysmata debelius, Fromia sp.
La manutenzione
In questi anni ho potuto costatare che molte persone si lasciano andare a considerazioni che reputano corrette solo perché trovate su pubblicazioni professionali. Bene, uno di questi testi sostiene che la vasca di tipo tradizionale è di difficile manutenzione.
Di seguito vi elenco le semplici operazioni che vengono eseguite da sei anni sulla nostra vasca-esempio:
Cambio d'acqua settimanale del 10% (25 litri)
Pulizia settimanale della vasca che consiste nella sifonatura del fondo e nella sostituzione dei materiali di consumo
Pulizia mensile della parte iniziale del filtro sottosabbia
Controllo e verifica mensile di accessori e apparecchiature
Cambio del carbone ogni due mesi
Test chimici principali ogni tre mesi
Sostituzione delle luci ogni anno.
Per queste semplici e veloci operazioni, il tempo richiesto è di circa due ore la settimana e si allinea in pieno a quello necessario in altre filosofie.
Considerazioni finali
Sicuramente il successo di quest'acquario non deve portare a credere che tutte le vasche di tipo "tradizionale", seguendo gli stessi criteri, portino al medesimo risultato.
Le tecniche descritte sono sicuramente una base di partenza sicura per allestire un buon acquario, e questa vasca come risultato finale non ha nulla da invidiare ad un acquario costruito secondo il metodo Berlinese.
I metodi da seguire per realizzare un acquario di successo, cambiano nel corso degli anni, e a volte seguono mode che si esauriscono nel tempo.
Il metodo Berlinese è sicuramente il sistema più "semplice" e "sicuro" che permette anche ad un principiante di ottenere ottimi risultati.
Considerando tuttavia la percentuale di vasche che adottano ancor oggi in Italia la filosofia "tradizionale", si può affermare che questo sistema accompagnerà ancora per molti anni la nostra passione.